Si puo' quantificare l'anatocismo con ASSOLUTO RIGORE MATEMATICO e)

senza procedere a delle stime a) b) c) d)

a) Confronto con l'ammortamento “italiano”.

b) Confronto con la rata semplice ponendo l'equilibrio finanziario all'anno zero o iniziale calcolando la quota capitale con la formula della capitalizzazione semplice

c) Calcolare l'anatocismo dovuto alla progressività delle quote capitali rispetto ad un modello lineare come l'ammortamento italiano, pur se entrambi presentano un fattore di attualizzazione composto
d) Confronto con la rata semplice ponendo l'equilibrio finanziario all'anno zero o iniziale applicando tassi equivalenti impliciti 

e) Piano di ammortamento non anatocismo come avviene nel conto corrente applicando gli interessi sul saldo capitale non includendo gli interessi calcolati sul saldo depurato, con chiusura del piano, calcolando la rata semplice ponendo l'equilibrio finanziario in un tempo t  (tra l'anno zero e l'anno finale del mutuo). Questo metodo (finanziariamente e matematicamente valido) rappresenta allo stato attuale l'esatta misura e quantificazione dell'anatocismo nell'ammortamento francese e chiarisce in modo definitivo che il principio di scindibilità della legge di capitalizzazione composta è una proprietà che una legge finanziaria può o non può possedere, senza giustificare la legittimità dell'anatocismo. Inoltre, a differenza di un conto corrente il mutuo chiude al tempo finale con un debito residuo pari a zero 

 



Anche l'ammortamento italiano è anatocistico come quello Francese.

 

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si afferma:

 

 

Potendo considerare la struttura di un mutuo del tutto assimilabile alla struttura di una operazione finanziaria (Conto Corrente), nella quale viene inizialmente contabilizzata l’operazione (negativa) di prestito dell’importo mutuato e, successivamente, registrate le operazioni (positive) di versamento delle rate di rimborso, risulta evidente come, operando nel regime finanziario della capitalizzazione composta, a ogni scadenza, contemporaneamente all’accredito in conto dell’importo della rata, venga effettuato l’addebito dell’importo della quota interessi, calcolata sul debito residuo relativo alla scadenza precedente (accreditando, in sostanza, la sola quota capitale, ossia la differenza tra la rata e la quota interessi). Operando in questo modo, ciascun debito residuo del mutuo, sul quale sarà calcolata la successiva quota interessi, risulterà comprensivo degli interessi del tempo corrente (e quelli di tutti i tempi precedenti), generando il calcolo di interessi su interessi maturati in precedenza ovvero la capitalizzazione degli interessi (anatocismo).